Infrastrutture e lavoro
Notizia del 29 agosto 2023
Chiusura traforo del Monte Bianco
Il traforo del Monte Bianco chiude per lavori di manutenzione programmata e si preannunciano disagi e addirittura perdite di posti di lavoro.
Nell’ultimo anno sono stato due volte sulle nostre Alpi, la prima in Valle D’Aosta, la seconda in Sudtirolo. Dopo poche ore tra Brunico e San Candido la cosa che mi ha più colpito sono stati l’ordine e la ‘pulizia’ con cui nei decenni/secoli scorsi sono state progettate e realizzate ferrovie, strade e addirittura gli spazi di manovra e servizio; vie di fuga sufficientemente ampie, corsie per l’inversione del senso di marcia, piazzali per carico e scarico materiali pesanti e ingombranti. Soprattutto si ‘vede’ chiaramente il progetto organico e armonico che definisce una strategia di cura e ampliamento continuo e di anno in anno lo attua. Vivo a Bologna e sono cresciuto a Pescara, due realtà morfologicamente e storicamente molto diverse ma - ai miei occhi - accomunate da un fattore comune: l’improvvisazione! ZTL, percorsi pedonali, strade e gestione della viabilità sembrano disegnate dalle varie Amministrazioni per servire una zona piuttosto che un’altra o ossequiare una parte della popolazione piuttosto che altre e complessivamente sono una stratificazione casuale e senza un disegno omogeneo.
In questi giorni rimbalzano continuamente allarmi sul rialzo generalizzato dei prezzi e sulla necessità di sostenere e aiutare i ceti bisognosi. Non mi addentrerò sui criteri di valutazione di una fascia bisognosa piuttosto che una autosufficiente o addirittura abbiente ma vorrei elencare una serie di considerazioni credo utili.
- L’aumento dell’inflazione e il rincaro dei prezzi non è necessariamente negativo. Il criterio di valutazione è la sostenibilità: se non compro come facevo ieri oggetti inutili su Amazon prodotti in Cina, che mi consegnano a domicilio in poche ore da qualsiasi parte vengano spediti; se il prezzo di quegli oggetti si avvicina a quello dei medesimi prodotti a pochi km da casa mia, probabilmente deciderò di comprare questi ultimi e contribuirò alla riduzione del forsennato traffico merci su gomma.
- Gli investimenti per le infrastrutture dovrebbero essere una delle prime voci di bilancio del nostro Paese e dovrebbero avere piani di sviluppo decennali, con uscite di cassa costanti e congruenti. Lo sviluppo sarebbe, così, omogeneo e non potrebbe essere influenzato dal cambio del colore politico e dall’avvicendarsi di un governo piuttosto che di un altro. Siamo in ritardo tremendo e quando parlo di infrastrutture allargherei il termine agli impianti energetici e alle reti di telecomunicazione.
- Credo che la via maestra per un/il nostro Paese di generare ricchezza per tutti (quindi anche per i ceti più deboli) sia quella di rendere partecipi tutti i cittadini alla creazione di ricchezza. Se investo in un’abitazione privata e divento un affittacamere genero un business destrutturato e a brevissimo termine, perché sfrutto un potenziale bacino di utenti che magari tra qualche anno sceglierà altre mete o altri quartieri e di fatto non costruirò valore. Se prendo in gestione un bar nel ‘quadrilatero’ del centro di Bologna, che vive da pochissimi anni un fermento turistico sconosciuto prima e sono abbastanza bravo, per qualche anno guadagnerò qualche soldo; se faccio lo stesso 800 metri fuori dal quadrilatero, probabilmente otterrò un rapido fallimento e con sorte abbastanza scontata dovrò vendere l’attività a qualche cinese con la valigia piena di banconote. Ma perché non educhiamo le persone, dunque, a investire per esempio in un’attività artigianale o una società di servizi ai cittadini o - perché no? - in un’azienda agricola?!
- Le persone non lavorano più: la nostra Società ci impone modelli che non contemplano i mestieri e il lavoro manuale. È un dato di fatto e la questione si commenta da sola.
- Le città metropolitane e il disequilibrio. La città estesa, composta cioè dai comuni distanti qualche decina di km dai capoluoghi di provincia, somiglia sempre di più a un dormitorio, in cui siamo costretti a vivere perché solo lì ci sono prezzi accessibili per l’acquisto o l’affitto di un immobile.
- Il turismo. Il turismo sarà una vera risorsa e genererà ricchezza se e solo se sarà intrapreso e gestito in maniera manageriale. Servono cuochi, pizzaioli, camerieri? Ebbene, riconosciamo in queste figure dei mestieri, creiamo per loro istruzione, addestramento e carriere. Sfruttare persone che non hanno alternative o che sono fiscalmente convenienti per l’imprenditore (studenti, stagisti) non è la soluzione e non è una strategia sostenibile nel lungo periodo.


Commenti
Posta un commento