Perché così grande?!
Partiamo da questa provocazione e affrontiamo un paio di temi di riflessione, che - vedrete - allargheranno molto il perimetro di discussione!
Nello specifico, per i pochi che non ne sono al corrente, qui trovate una sintesi delle norme che disciplinano l’uso della targa identificativa di un veicolo a motore:
Art. 100 - Targhe di immatricolazione
Dal punto di vista tecnico e senza addentrarmi, vi confermo che il fissaggio del supporto di una targa ha gli stessi requisiti di sicurezza (serraggio e relativo controllo) di una sospensione o di uno pneumatico. Come a dire: per dimensioni (relative) e cura, la targa è uno dei componenti fondamentali di un’autovettura o di un motociclo. Perché? Ma certo! Per essere rilevabile dagli autovelox!
Articolo tratto dal Corriere della Sera del 21 agosto ‘23
verona-arriva-il-telelaser-implacabile-che-vede-anche-nell-abitacolo
Ho la mia posizione ben chiara sull’argomento e sono un convinto assertore della necessità del controllo ‘fisico’ del territorio, con le Forze dell’Ordine che presidino le strade e contestino immediatamente le infrazioni. Al di là di come io la pensi è tuttavia evidente il fatto che le illuminate idee di Cesare Beccaria (“Dei delitti e delle pene”, 1764) non abbiano mai avuto una eco udibile in questo Paese, nel quale abbiamo introdotto il reato di Omicidio stradale; cioè abbiamo stabilito di poter giudicare e punire un guidatore con la massima pena!
Facciamo un salto nel cyberspazio. Siamo nel 2035:
Io - appassionato frequentatore di motori per lavoro e svago da 30 anni - non sono così entusiasta della transizione verso l’elettrico, ma ho un paio di convinzioni al riguardo. La prima è che tecnologia e mercato faranno sì che i nostri figli non rimpiangeranno i motori endotermici e la seconda è che non abbiamo alternative, oggigiorno.
Il conto alla rovescia per il nostro Pianeta è troppo in là:
il-conto-alla-rovescia-parte-anche-in-italia
La domanda di nuovo è: perché non partiamo già oggi con interventi radicali e ‘politici’ sulla Mobilità? Perché vogliamo aspettare di introdurre anche qui un reato che preveda la pena capitale? Con onestà, la supremazia tecnologica dell’Occidente è sconfitta in partenza in ambito mobilità elettrica; continuare a ‘mungere la mucca’ dell’industria automobilistica (l’Italia lo ha fatto per decenni con Fiat) è una chimera che porterà una tecnologia obsoleta verso il vuoto e senza transizioni di nessun tipo.
Rivediamo subito e pesantemente la mobilità urbana: creiamo lavoro per autisti di professione; incentiviamo non l’acquisto delle auto private, ma il loro non-acquisto.
Premiamo - in denaro - i giorni in cui non mettiamo in moto la nostra automobile. Addensiamo i centri delle città metropolitane di iniziative per la popolazione non attiva: centri commerciali e passeggiate in macchina non sono un’alternativa sana. Ma, di questo, parleremo nella prossima puntata.



Commenti
Posta un commento