Il Feudo

 

[fonte immagine: aaronnecolagrossi.com]


Eco-nometro

Ecologia e sostenibilità: a che punto siamo? 
Qualche settimana fa ascoltavo la puntata di un podcast in cui si parlava di provincia; della provincia italiana; della provincia del nord Italia: di come il vero traino del Paese sia proprio la provincia, nella fattispecie quella disseminata tra Lombardia, Emilia e Veneto. 
Ma quanto sono pronti i Comuni di questa 'provincia' alla sfida della sostenibilità ambientale? Quanto le loro strutture urbane soddisfano i requisiti della popolazione?
 
Ho fatto un gioco con i numeri e vi invito a unirmi a me nella partita!

Prendiamo due Comuni italiani, tanto diversi quanto simili, San Giovanni in Persiceto (BO) e Francavilla al mare (CH).
Partiamo al rovescio, ossia dai risultati, riassunti nell'indicatore di sostenibilità (l'eco-nometro) in figura:


Il risultato è significativo e non solo fotografa una situazione generale tutt'altro che rosea (solo il campo verde pari a 5 significa 'ready' per attuare politiche sostenibili), ma condanna decisamente il vivace e attivo comune della città metropolitana bolognese.
San Giovanni in Persiceto ha una popolazione di circa 28.000 abitanti, un reddito medio pro-capite vicino a 20.000 €/anno, un ospedale, la stazione ferroviaria, la posizione baricentrica tra Bologna e Modena e strategica vista la vicinanza di Automobili Lamborghini (2.500 dipendenti) e Philip Morris (2.000 dipendenti).
Francavilla al Mare è un comune della riviera adriatica, allungato sul litorale insieme alla città di Pescara senza soluzione di continuità, con una popolazione di circa 26.000 abitanti, che nei mesi di luglio e agosto supera abbondantemente i 50.000 grazie al turismo balneare fatto per lo più di famiglie. L'unico polo industriale è in Val di Sangro (CH), quindi distante più di 50 chilometri e l'Aeroporto di Pescara non è minimamente comparabile per volumi di traffico con quello bolognese. Il reddito pro capite è inferiore a quello di Persiceto (17.000 €/anno), ma - per dimensioni territoriali, popolazione e vicinanza a capoluoghi di provincia - vedo una possibile comparabilità tra i due comuni (oltre al fatto che li conosco bene entrambi e ne parlo con cognizione).

I parametri di valutazione presi in considerazione sono tutti quelli che influiscono sulla mobilità all'interno del comune e sono di seguito riassunti:
  • trasporti urbani 
  • parcheggi
  • centri commerciali 
  • esercizi commerciali di quotidiana frequentazione (edicole, tabacchi, bar)
  • uffici pubblici e loro ubicazione
  • schema commerciale (concentrazione vs distribuzione all'interno del territorio comunale)
Ad ognuna di queste voci viene assegnata una valutazione quali/quantitativa da 1 (assente) a 5 (pronto) considerando la scomposizione in zone del comune e colorandole in base alla presenza o meno di punti di utilità all'interno di distanze percorribili a piedi (riferimento: 1.000 metri).

Di seguito la scomposizione in aree per i due comuni.


San Giovanni in Persiceto: l'area blu è il comune e l'area rossa è il suo territorio, grossomodo privo di servizi e di sistemi di trasporto pubblico ma con aree abitative sparse a macchia di leopardo. Anche il comune al suo interno evidenzia una struttura commerciale decisamente accentrata


Solo le aree verdi sono quelle che contano una densità sufficiente di punti di interesse.

Stessa analisi per confronto riferita al comune di Francavilla al Mare:


Dettaglio POI (points of interest):


È evidente come le attività commerciali e pubbliche siano molto più equamente distribuite sul territorio e pur considerando che questo comune vive della stagionalità del turismo estivo, tuttavia non preclude l'accesso ai servizi ai residenti permanenti.

Le distanze sono del tutto comparabili.

A cosa porta tutto ciò? Al fatto che la struttura di mercato (ricordate la famosa foto del Mc Donald's accanto al Burger King?) estremamente centralizzata e 'protezionista' del ricco comune emiliano genera quotidianamente un flusso ininterrotto di automobili dalle prime ore del mattino dalla periferia non servita verso il centro, con tutte le conseguenze immaginabili in termini di traffico, parcheggio e inquinamento; il tutto in un centro di provincia che potrebbe essere molto più organizzato e meglio strutturato.

Se guardiamo il grafico riassuntivo delle voci 'servizi' e 'commercio' tra i due comuni è evidente come la differenza principale la giochi proprio quest'ultima:


In realtà, la situazione fotografata oggi (2024) è addirittura migliore di quella che avremmo trovato prima del Covid-19, perché fino a quel tempo la 'cordata' dei commercianti locali era riuscita ad impedire perfino l'apertura di supermercati e discount tanto che un comune di 30.000 abitanti o poco meno aveva a disposizione solo 2 (!) supermercati in cui poter fare la spesa alimentare. Sembra che piano piano, con il fisiologico ricambio generazionale, qualcosa cominci a muoversi, ma si tratta di processi molto lenti e che minano direttamente la prospettiva di ricchezza di ogni imprenditore, nel momento in cui penserebbe di decentralizzare la propria attività al di fuori del centro storico.

Credo quindi che - insieme a piste ciclabili e aree verdi - bisognerebbe disegnare un prototipo di Comune 'virtuoso' dal punto di vista della struttura commerciale, dei servizi e instaurare un sistema premiante (soldi!) a coloro che facciano scelte in tal senso. Credo che in questo re-design urbano e nella sua esecuzione debbano essere da subito indirizzate risorse materiali e umane; allora sì che si farà un vero passo verso la sostenibilità del nostro Paese.








 








Commenti

Post più popolari